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Assemblea pubblica antimilitarista a Bolzano venerdì 13 maggio

All’interno di un dibattito pubblico militarizzato si sta facendo strada la possibilità dell’opzione atomica e si prepara il terreno all’accettazione pubblica di una guerra di lunga durata.

La guerra inizia qui, nelle fabbriche e nelle banche che anche a Bolzano fanno profitti sulla pelle degli oppressi.

Che fare? Incontriamoci per discuterne e costruire un’opposizione alle loro guerre.

Venerdì 13 maggio alle 18.00 assemblea pubblica alle scalinate arcobaleno sopra il Pippo (Parco Petrarca)

La guerra comincia anche all’Iveco di Bolzano. Mercoledì 20 aprile presidio antimilitarista

Dopo due anni di gestione militare della pandemia con annessa “comunicazione di guerra”, ci troviamo di fronte alla mobilitazione – per il momento morale ed economica – per l’ennesima guerra preparata dagli Stati e dall’industria per accaparrarsi risorse (a partire da quelle necessarie per la “transizione energetica e digitale” come i minerali rari) ed estendere la propria influenza, e presentata come difesa dei diritti umani e del diritto internazionale. Questa volta però il confronto rischia di essere direttamente fra potenze nucleari, mentre si annuncia una corsa al riarmo da sostenere con nuovi “sacrifici”.

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Der Krieg beginnt auch in der Iveco in Bozen. Antimilitaristische Initiative am 20. April

Nach zwei Jahren militaristischen Managements der Pandemie und der damit einhergehenden Kriegsrhetorik, steht uns die moralistische und wirtschaftliche Mobilisierung zu einem erneuten Krieg bevor, der von Staaten und Industrie zum Zwecke der Eroberung von Ressourcen (wie jenen seltenen Rohstoffen, die im energetischen und digitalen Wandel benötigt werden) und Ausdehnung ihrer Macht ausgetragen wird, und dabei als Verteidigung der Menschenrechte und des internatiomalen Rechts präsentiert wird. Es besteht das Risiko einer Konfrontation zwischen atomaren Kräften, während auf eine Aufrüstung und ein Apell an das Bringen neuer “Opfer” zugesteuert wird.

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Contro la guerra, contro la pace, contro lo Stato

Il testo che segue è la trascrizione, leggermente rivista, di un intervento a un’iniziativa antimilitarista a Bolzano, sabato 9 aprile (nell’immagine qui sopra, l’Iveco Defence Vehicles di Bolzano). Proprio mentre lo pubblichiamo, scopriamo che martedì il Senato ha approvato, praticamente all’unanimità, una proposta di legge che istituisce la “Giornta nazionale della memoria e del sacrificio degli Alpini”. La giornata sarà il 26 gennaio (il giorno prima della giornata della memoria della Shoah!), e il fine – riporta il testo della legge – è quello di “conservare la memoria dell’eroismo dimostrato dal Corpo d’armata alpino nella battaglia di Nikolajewka durante la Seconda guerra mondiale [quindi nell’aggressione nazifascista alla Russia], nonché di promuovere i valori della difesa della sovranità e dell’interesse nazionale [!] nonché dell’etica della partecipazione civile, della solidarietà e del volontariato, che gli alpini incarnano”. Pensiamo che si commenti da sé.

Non vogliamo cimentarci in analisi geopolitiche, che tra l’altro lasciano spesso un senso di impotenza, per quanto necessarie. Ci premeva invece ribadire un paio di quelle che dovrebbero essere delle ovvietà e condividere un paio di considerazioni sparse su aspetti che forse possono apparire un po’ “laterali” rispetto al conflitto in corso ma che ci sembrano importanti.

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“Non collaborativi” (a proposito del “lazo” in dotazione alla municipale bolzanina)

Nei giorni scorsi il consiglio comunale di Bolzano ha deciso di avviare, sulla scia di Genova, la sperimentazione da parte della polizia municipale del BolaWrap. Si tratta di un dispositivo prodotto e commercializzato da un’azienda americana, dotato di un puntatore laser di colore verde, che permette di sparare, alla velocità di circa 195 metri al secondo, un laccio in kevlar con ganci metallici alle estremità, che si attorciglia “attorno a parti del corpo che devono essere preferibilmente il tronco, le braccia o le gambe” di un soggetto, immobilizzandolo.

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