È uscito l’opuscolo “La sussistenza. Una prospettiva ecofemminista”

La sussistenza

È uscito un nuovo opuscolo curato dal Collettivo Terra e LibertàLa sussistenza. Una prospettiva ecofemminista – brani scelti, di Maria Mies e Veronika Bennholdt-Thomsen.

62 pagine, 3 euro a copia (2 euro per i distributori, dalle 3 copie in su)

Per ordinare copie: terraeliberta@inventati.org

Di seguito la nota introduttiva:

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Cent’anni di turpitudine. Contro le collaborazioni fra l’Università di Trento e IBM Israel (opuscolo)

Questo opuscolo raccoglie due testi, il cui obiettivo è sostenere le mobilitazioni in corso contro le collaborazioni universitarie con IBM e in generale col colonialismo d’insediamento israeliano, cercando allo stesso tempo di ampliare lo sguardo. Il primo testo ripercorre alcuni passaggi significativi in cui la storia di IBM si intreccia a guerra, genocidio e apartheid, mentre il secondo approfondisce il capitolo forse più oscuro della “società delle soluzioni”: l’olocausto.

Collettivo Terra e Libertà

Rovereto, 25 settembre e 3 ottobre: iniziative contro il Wired Next Fest

Il Wired Next Fest, infame vetrina delle nuove tecnologie di guerra e controllo, si terrà a Rovereto dal 3 al 5 ottobre. A differenza dei nostri progetti iniziali, vista la rilevanza che riteniamo abbia la chiamata nazionale del 4 ottobre a Roma per la Palestina, abbiamo deciso di non sovrapporre altre iniziative locali a questo importante appuntamento. Ci vediamo dunque giovedì 25 settembre e venerdì 3 ottobre!

Colettivo Terra e Libertà

Da pari a pari. Contro l’autoritarismo identitario

Condividiamo, facendola nostra, questa importante presa di parola di alcuni compagni e compagne dell’assemblea “Sabotiamo la guerra”. Anche a prescindere dall’episodio che l’ha generata, di cui sappiamo poco e per via indiretta, ci sembra non più differibile la denuncia di quel «veleno autoritario e reazionario che dalle università statunitensi e altri laboratori del potere è penetrato piano piano nell’anarchismo, e che rischia seriamente di estinguerlo dall’interno (mentre la repressione continua a picchiare duro dall’esterno), rovesciandone i princìpi mentre pretende di radicalizzarli». Da parte nostra, a Bolzano abbiamo avuto di recente una dimostrazione di queste derive, quando, nei mesi scorsi, alcune persone poco serie (a esser generosi) hanno pensato bene di sfruttare i «dogmi demenziali» ben descritti nel testo per regolare alcuni conti personali sulla base di fatti di assoluta inconsistenza, creando un clima nel quale i pochi che non hanno accettato di avallare questa indegna farsa si sono visti costretti ad allontanarsi, e contribuendo a devastare un’esperienza di autorganizzazione pluriennale (quella che ruotava attorno allo spazio Santabarbara) e un percorso contro la guerra e in solidarità con la Palestina a suo modo significativo. E se prese di posizione come quella contenuta nel testo che segue provocheranno delle spaccature, vorrà dire che si tratta di spaccature necessarie, e salutari.

Siamo alcuni compagni e compagne anarchici che hanno preso parte all’assemblea “Sabotiamo la guerra”. Con questo scritto vogliamo prendere parola su una brutta vicenda capitata alla nostra assemblea (non la sola di questo tipo, ma la più grave), ma soprattutto su una forma mentis e un’ideologia che rendono ormai sistematici episodi di questo genere. Se ci presentiamo in maniera tanto circoscritta è perché “Sabotiamo la guerra” è appunto un’assemblea, fatta di volta in volta da chi vi partecipa, e non possiamo parlare a nome di tutti i suoi numerosi partecipanti, passati, presenti e futuri. Fatta questa premessa, cominciamo a spiegarci.

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Genocidi automatizzati – l’IBM e l’Olocausto

Il testo che segue è uno dei capitoli di un opuscolo di prossima pubblicazione. Proprio ieri, il Senato accademico dell’Università di Trento ha votato per mantenere, nonostante la contrarietà degli studenti e la mobilitazione contro le complicità con il genocidio a Gaza, un progetto di ricerca con Ibm Israel, sulla «resilienza dei sistemi di intelligenza artificiale contro gli attacchi alla sicurezza». La divisione israeliana della multinazionale è tra i fornitori delle tecnologie di controllo della popolazione palestinese. I motivi del voto di ieri sarebbero «sia di fattibilità che di volontà», in quanto «sono presenti diversi accordi con enti provenienti da Stati che partecipano a guerre o violazioni dei diritti umani» e «bloccarli bloccherebbe gran parte della ricerca universitaria».

Nell’ultimo anno e mezzo si è spesso parlato dello sterminio della popolazione di Gaza come del primo genocidio automatizzato della storia – e a ragion veduta, visti i sistemi di intelligenza artificiale impiegati dall’esercito israeliano per massimizzare gli effetti dei bombardamenti. Tuttavia, quest’espressione – genocidio automatizzato – si trovava già in un libro del 2001, pubblicato in Italia da Rizzoli, mai più ristampato e oggi pressoché introvabile: L’IBM e l’Olocausto. I rapporti fra il Terzo Reich e una grande azienda americana, del giornalista americano Edwin Black. Se la fornitura da parte dell’IBM di tecnologie che sono servite al regime nazista per censire le sue vittime e poi per organizzare la «soluzione finale» è un fatto relativamente noto, la lettura di questo documentatissimo volume restituisce un quadro a dir poco impressionante, soprattutto alla luce dei progressi che hanno fatto negli ultimi ottant’anni i mezzi tecnologici per rendere gli individui più efficientemente controllabili – e all’occorrenza uccidibili. Come scrive l’autore, «l’alba dell’era informatica coincise con il tramonto della dignità umana».

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L’Iveco di Bolzano tassello sempre più significativo del riarmo europeo

A quanto riportano i media, nei giorni scorsi l’amministratore delegato di Leonardo (ed ex Ministro della Transizione ecologica) Roberto Cingolani ha annunciato di aver presentato, insieme al colosso tedesco degli armamenti Rheinmetall, un’offerta non vincolante per l’acquisto, dalla holding della famiglia Agnelli, di Iveco Defence Vehicles, la divisione del Gruppo Iveco dedicata ai mezzi militari che ha a Bolzano la sua sede principale con circa 850 dipendenti, per una cifra intorno al miliardo e mezzo di euro – molto più alta di quelle ipotizzate inizialmente, sulla spinta della corsa europea al riarmo (solo nello scorso anno i ricavi netti di Idv sono aumentati del 15%, mentre nel 2023 il suo portafoglio ordini aveva già superato i 4 miliardi di euro).

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L’occhio del nemico. Su Mondeggi Bene Comune e l’agri-tech “dal basso”

Riprendiamo dal sito del Collettivo Terra e libertà, al quale si rimanda per la versione impaginata per la stampa:

L’occhio del nemico. Su Mondeggi bene comune e l’agri-tech “dal basso”

Gran parte del lavoro necessario ad imporre lo sviluppo tecnologico che incarcera la società e devasta il pianeta consiste nel convincere coloro che pagheranno a caro prezzo una nuova tecnologia ad esserne entusiasti. Lo sosteneva Neil Postman facendo l’esempio dell’avvento del computer: il grande capitale e gli Stati, i veri vincitori dell’era informatica, si dovettero dare un gran da fare per convincere i perdenti (più o meno tutte le persone “normali”) dei mille vantaggi che avrebbero potuto trarne. Ma i capitalisti non si trovarono da soli a promuovere l’adesione al nuovo mondo informatico: ad aiutarli accorsero subito i cantori dell’internet e del software libero – forse in cerca di universi cibernetici in cui sfogare la frustrazione di essere stati sconfitti sul campo dalla controrivoluzione, forse in cerca di nuovi modi di fare carriera. Di dimostrare la cantonata (o la mala fede) di chi propagandò il computer e la rete come strumenti di emancipazione si è già occupata ampiamente la storia, ma si sa che la storia insegna solo a chi vuole imparare, e certa gente ha la testa dura. È il caso di Alex Giordano, venditore di pentole quattro punto zero, che si presenta al mondo come «pioniere italiano della rete». Affabulatore del mondo cablato fin dai suoi albori, dopo aver lavorato come consulente aziendale nell’ambito del marketing (anche per Google), oggi è attivo come promotore dell’informatizzazione dell’agricoltura.

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Le radici della guerra: dall’agricoltura di occupazione alla natura bellica dell’intelligenza artificiale

Da Radio Eustachio – Ascoltiamo la testimonianza di un compagno dell’Associazione Rurale Italiana di ritorno dal viaggio in Cisgiordania organizzato dal Coordinamento Europeo Via Campesina per portare solidarietà attiva ai contadini palestinesi resistenti alla colonizzazione delle terre da parte d’Israele. A partire dall’esempio dall’agricoltura, approfondiamo con un compagno di Terra e libertà i legami fra intelligenza artificiale, controllo sociale e guerra.

Continuano le esercitazioni militari in Sudtirolo, tra il NOI Techpark di Bolzano e la Val Pusteria

Mentre ogni giorno che passa l’Iveco di Bolzano si conferma un tassello sempre più significativo dei piani di riarmo europei, in questi giorni tra il NOI Techpark di Bolzano e la Val Pusteria si stanno svolgendo le consuete esercitazioni militari finalizzate al combattimento in ambiente “artico e subartico”, con contorno di conferenze su prospettive geostrategiche e tecnologie belliche. Se già negli scorsi anni era evidente in quale scenario di preparazione alla guerra si inserissero queste iniziative, oggi i piani sempre più espliciti in questo senso dovrebbero rendere superflua ogni considerazione. Di seguito alcuni passaggi degli articoli usciti sul quotidiano Alto Adige.

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“Aggiorniamo la memoria, il genocidio è ora”: sabato 25 gennaio presidio a Bolzano

“Mentre la resistenza palestinese è riuscita a imporre una fragile tregua nella martoriata Striscia di Gaza, nella Cisgiordania occupata incursioni militari, omicidi, massacri e rastrellamenti si moltiplicano. Provocazioni sanguinarie che hanno l’obiettivo di far saltare la tregua e permettere così la prosecuzione del genocidio, con mano libera garantita dagli Stati Uniti. Nel corso di questi 470 giorni è stato inevitabile porsi il problema di quale rapporto esista fra memoria e presente, e quale dovrebbe esistere fra la memoria e la lotta. La conoscenza della storia deve essere ridotta a un rituale istituzionale (sempre più stanco e sterile) oppure può essere una sorgente che alimenta le lotte contro le ingiustizie, le guerre, i genocidi e le persecuzioni di oggi?”

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Venerdì 20 dicembre alla Santabarbara iniziativa su movimento per la Palestina e repressione a Berlino

Segnaliamo questa iniziativa:

“La persecuzione dei gruppi e delle lotte di solidarietà con la Palestina a Berlino non è una novità. Tuttavia, negli ultimi mesi la repressione è aumentata in modo veemente. In questo processo la politica, lo Stato, i media e parte della sinistra lavorano fianco a fianco. La cosiddetta ‘ragion di Stato’ e l’indiscutibile sostegno allo Stato di Israele stanno colpendo duramente il movimento di solidarietà con la Palestina. Attraverso i divieti e lo scioglimento di eventi, le violenze nelle manifestazioni, licenziamenti di persone dal loro posto di lavoro, diffamazione pubblica, tentativi di intimidazione, restrizioni alla libertà di espressione, restrizioni al diritto d’asilo la repressione agisce e colpisce duramente.

In un momento di confronto aperto e discussione, ascolteremo cosa succede in Germania cercando insieme analogie e possibili strategie comuni di contrasto.”

[deutsch]

Senza sosta contro guerra e genocidio: sabato 14 dicembre corteo a Bolzano

GENOCIDIO, GUERRA, AFFARI E REPRESSIONE
Fermiamo lo sterminio del popolo palestinese

Da oltre 14 mesi a Gaza è in corso il primo genocidio automatizzato della storia. Israele utilizza software di intelligenza artificiale per bombardare la Striscia, sterminando in modo sistematico la popolazione. Finora sono circa 45.000 i palestinesi massacrati ma secondo la rivista di medicina The Lancet il numero è ampiamente sottostimato e potrebbe arrivare a 200.000 tenendo conto di dispersi, morti per fame e mancanza di cure che l’assedio ha finora determinato. Un orrore senza precedenti che sta avvenendo con
la decisiva complicità di Stati Uniti e UE, fornitori del necessario sostegno economico, politico e militare. Gaza è diventata un metodo, una dottrina militare terroristica che Israele – con l’appoggio delle democrazie occidentali e del loro apparato propagandistico – ha applicato per due mesi in Libano e che
ora utilizza in Siria (domani con l’Iran?), con l’obiettivo di ridisegnare la mappa politica del Medio Oriente, saccheggiarne le risorse e piegarlo agli interessi del colonialismo sionista e dell’imperialismo occidentale.

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"Costruire è facile, distruggere al contrario molto difficile" (Günther Anders)