Dopo il corteo della settimana precedente, nel pomeriggio di domenica 12 maggio una nuova manifestazione in solidarietà con il popolo palestinese, partecipata da circa 200 solidali di varia provenienza, ha attraversato le strade del centro di Bolzano, in un susseguirsi di cori e interventi. Per quanto la manifestazione si annunciasse del tutto pacifica, la Questura ha confermato l’approccio degli ultimi mesi e – verosimilmente consigliata tra l’altro dall’estendersi anche in Italia delle occupazioni in solidarietà con la Palestina, dall’accampamento nato in Piazza Dante a Trento al termine del corteo del giorno precedente e dalla sortita all’interno della stazione ferroviaria del corteo dello scorso sabato a Bolzano – ha pensato bene di blindare l’università con uno sproporzionato schieramento di reparti mobili. Un motivo in più per partecipare all’assemblea pubblica di questo venerdì (alle 17.00 sopra il Pippo) e confrontarsi su come contribuire anche da Bolzano all’estendersi di un movimento che si spera continui a crescere sia quantitativamente che nell’incisività delle iniziative messe in campo.
Venerdì 17 maggio a Bolzano assemblea pubblica solidale con il popolo palestinese
Fermare il genocidio a Gaza, bloccare l’economia di guerra. Resoconto del corteo del 4 maggio a Bolzano
Nel pomeriggio di sabato 4 maggio, un corteo di circa 200 persone, chiamato dall’assemblea cittadina in solidarietà con il popolo palestinese, ha attraversato, per l’ennesima volta in questi mesi, le strade di Bolzano. Come nelle altre occasioni, una discreta presenza di giovani e giovanissimi, oltre a diversi palestinesi e membri di altre comunità arabe.
Fermiamo il genocidio a Gaza. Sabato 4 maggio corteo a Bolzano
Fermiamo il genocidio del popolo palestinese
Attacchiamo i complici occidentali dello Stato d’Israele, rompiamo il clima di assuefazione e repressione
Da ormai sette mesi lo Stato d’Israele sta perpetrando quello che vorrebbe essere l’atto finale della sua politica esplicitamente genocida nei confronti del popolo palestinese. Lo sta facendo con la sostanziale complicità e il sostegno diretto – politico, economico e militare – di tutti gli Stati occidentali, Italia compresa. Inutile ripetere il numero dei civili massacrati e le condizioni inenarrabili nella Striscia di Gaza, ormai solo chi non vuol sapere può non conoscerle. Il rischio è quello di abituarsi all’orrore del primo genocidio automatizzato (l’esercito israeliano usa sistemi di intelligenza artificiale per individuare gli obiettivi da bombardare, moltiplicando le vittime civili) e compiuto in diretta televisiva.
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Il dito e la luna. Sulla coda di paglia di FlyingBasket
Per venerdì 26 marzo alle 17.00, l’assemblea bolzanina in solidarietà con il popolo palestinese ha organizzato un presidio fuori dalla sede di FlyingBasket, in Via Enrico Fermi 29 a Bolzano. Il motivo – già denunciato lo scorso febbraio nel corso di una manifestazione contro la vicina Iveco – è che la scorsa estate (dopo che avevano già collaborato in passato) il 10% delle quote della startup sudtirolese, che progetta e produce droni da trasporto, è stato acquisito da Leonardo, la maggiore industria bellica italiana e fra le più importanti a livello internazionale.
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Venerdì 26 aprile presidio contro FlyingBasket, produttrice bolzanina di droni partecipata da Leonardo
Domenica 21 aprile a Bolzano assemblea pubblica per la Palestina, sabato 4 maggio corteo
“L’assemblea cittadina in solidarietà con il popolo palestinese si troverà nuovamente domenica 21 aprile dalle 17.00 alla scalinata arcobaleno sopra il ‘Pippo’ a Parco Petrarca (Talvera) per definire i dettagli del corteo fissato per sabato 4 maggio e in generale per continuare a confrontarsi su come rilanciare la mobilitazione contro il genocidio in corso.
Siamo in guerra? Sabato 20 aprile iniziativa con Antonio Mazzeo a Bolzano
“Siamo in guerra?
Presentazione con Antonio Mazzeo
Insegnante e ricercatore antimilitarista, autore del libro La scuola va alla guerra
Il dibattito pubblico è sempre più militarizzato, il dissenso mistificato, censurato. Chi parla di pace e opposizione alla guerra viene accusato di complicità col nemico di turno. Le scuole e le università assomigliano sempre più a caserme in cui non c’è spazio per il pensiero critico. L’industria bellica aumenta a dismisura i profitti. Sui principali media il partito unico della guerra e degli affari non ha opposizione.
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Sabato 6 aprile a Bolzano assemblea pubblica solidale con il popolo palestinese
“L’assemblea cittadina in solidarietà con il popolo palestinese si troverà nuovamente sabato 6 aprile dalle 16.00 alla scalinata arcobaleno sopra il ‘Pippo’ a Parco Petrarca (Talvera) per confrontarsi su come rilanciare la mobilitazione contro il genocidio in corso.
Carte di gabinetto. Sugli «avvisi orali» a due compagni bolzanini
Nei giorni scorsi, a due compagni bolzanini è stato consegnato un «avviso orale» da parte del Questore, «affinché mantenga[no] una condotta conforme alla legge». Se di per sé il provvedimento non comporta alcuna restrizione, si tratta, per esplicito annuncio degli stessi questurini, dell’anticamera di una richiesta di «sorveglianza speciale». Per quanto l’avviso orale sia una misura in sé risibile – soprattutto se paragonata ai colpi che si abbattono su molte altre compagne e compagni –, essendo un inedito in città ci sembra sensato parlarne, sia in relazione alla mobilitazione in solidarietà con la Palestina degli ultimi mesi, sia in vista delle richieste di sorveglianza speciale che potrebbero arrivare – e di un’auspicabile mobilitazione in risposta.
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Venerdì 22 marzo presidio all’università di Bolzano contro le complicità del mondo accademico con il genocidio e l’industria bellica
Fermiamo il genocidio del popolo palestinese!
Contro tutte le collaborazioni delle università con l’industria bellica e con lo Stato d’Israele
8 e 9 marzo a Bolzano: presidio in solidarietà con le donne palestinesi e iniziativa sul colonialismo israeliano
Dal Brennero alla Palestina, abbattere le frontiere. Domenica 3 marzo manifestazione a Bolzano
Dal Brennero alla Palestina, abbattere le frontiere
Mentre viene trasmesso in diretta televisiva l’orrore del genocidio del popolo palestinese, il prossimo 5 marzo la Corte di Cassazione si pronuncerà sulle condanne per la manifestazione contro il muro del Brennero del maggio 2016. Se saranno confermati i 130 anni complessivi inflitti in appello, per alcune decine di compagne/i si apriranno le porte del carcere.
Lunedì 19 febbraio a Bolzano presidio contro le esercitazioni militari e per la Palestina
L’Esercito Italiano è complice del genocidio in Palestina
e in questi giorni sulle Dolomiti prepara le guerre di domani
Dal 19 al 21 febbraio tra Corvara e San Candido – dopo una prima parte in Piemonte – si svolge Volpe bianca, l’ennesima esercitazione militare internazionale in provincia, in preparazione a più ampie esercitazioni NATO. Presentata quasi come un evento collaterale delle Alpiniadi degli sport invernali previste nei giorni successivi, si tratta in realtà di attività di addestramento al combattimento in montagna e in climi rigidi, con lo sguardo alle guerre di domani. Proprio Bolzano lo scorso anno aveva ospitato un convegno nel quale generali, politici e industriali – tra i quali l’amministratore delegato dell’Iveco – avevano discusso dello scioglimento dei ghiacci dell’Artico come di un’opportunità dal punto di vista geostrategico e della competizione per le materie prime, in vista della quale sarebbe stato necessario armarsi adeguatamente.
Venerdì 16 febbraio dalle 13.00 presidio sotto la Rai di Bolzano
Non lasciamo in pace i complici del genocidio in Palestina: venerdì 2 febbraio manifestazione all’Iveco di Bolzano
Fermiamo il genocidio del popolo palestinese
La guerra inizia qui: Iveco DV e Leonardo complici dei massacri
Negli ultimi anni Iveco Defence Vehicles ha collaborato con l’industria bellica israeliana, e in particolare con Elbit Systems, allo sviluppo di mezzi militari e alla produzione di blindati venduti a paesi come Filippine e Ghana (acquisto finanziato, quest’ultimo, da istituti israeliani) anche a fini di repressione interna. Iveco fa profitti grazie a mezzi e sistemi d’arma testati sulla popolazione palestinese, e rivenduti ad altri Stati che li useranno a loro volta contro la propria popolazione.
Venerdì 2 febbraio manifestazione all’Iveco di Bolzano, martedì 23 gennaio assemblea pubblica
Venerdì 19 gennaio presidio contro il McDonald’s di Via Buozzi a Bolzano
Il genocidio del popolo palestinese, il più documentato della storia, prosegue da oltre 100 giorni, anche con il sostegno politico ed economico del Governo italiano.
Oltre 24mila civili uccisi accertati, tra cui almeno 11mila bambini. Decine di migliaia di feriti che gli ospedali, bombardati e lasciati senza medicine e corrente elettrica, non riescono a curare. Almeno 120 giornalisti palestinesi sono stati assassinati in modo scientifico. 30mila tonnellate di esplosivi sganciate dall’aviazione israeliana. Il 70% della Striscia di Gaza é stata distrutta e resa inabitabile per i prossimi decenni.
Mentre l’esercito israeliano colpisce i forni lasciando la popolazione di Gaza senza pane, McDonald’s Israel ha dichiarato: “Intendiamo donare migliaia di pasti ogni giorno ai soldati sul campo, e questo va oltre lo sconto ai soldati che vengono ai ristoranti”.
Non lasciamo in pace chi sostiene lo sterminio!
Assemblea solidale con il popolo palestinese
Problemi sanitari e vessazioni nel carcere di Bolzano
Condividiamo un resoconto dell’ultimo presidio solidale sotto le mura:
Lo scorso sabato siamo tornate/i ancora una volta sotto le mura di Via Dante per portare la nostra solidarietà ai detenuti del carcere di Bolzano. Mentre nella struttura si susseguono le passerelle di politici di vario colore che evidentemente hanno orecchie solo per le parole edulcorate della direzione e per i piagnistei dei sindacati dei secondini, dalla viva voce dei detenuti emerge una realtà ben diversa: abbiamo saputo che diversi di loro hanno contratto la scabbia dopo essere entrati in carcere, e che in tutta risposta sono stati messi in isolamento. Nei mesi scorsi, in occasione di altri presidi solidali, ci era stato riferito di persone con seri problemi di salute che non ricevevano assistenza adeguata, oltre che di continui ostacoli alla corrispondenza con i solidali all’esterno da parte della custodia. A questo si aggiunge l’evidente e prevedibile clima di intimidazione da parte delle guardie, che inibisce dal riferire i dettagli di quello che accade all’interno.
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Sabato 6 gennaio saluto al carcere di Bolzano – a seguire cena e asta di autofinanziamento in Santabarbara
Indira Hrustic, bolzanina, è morta ai primi di dicembre nel carcere di Spini di Gardolo, a Trento. Scontava una pena per piccoli reati contro il patrimonio, le mancavano pochi mesi di detenzione e voleva essere trasferita in un’altra città, vicino ai suoi famigliari. Era in isolamento per una lite con una guardia. A quanto si è potuto apprendere, si è impiccata, e le guardie hanno deciso di aspettare l’arrivo di un superiore prima di intervenire in suo soccorso, lasciandola morire.